5 nuovi premi internazionali per “Alganesh”

Un viaggio in festival di tutto il mondo per il nostro film Alganesh, che ha vinto cinque nuovi premi.

Il nostro documentario Alganesh sta davvero girando il mondo e toccando cuori. Dopo una serie di tappe e premi in vari film festival italiani, tra cui il Siloe Film Festival (Menzione Speciale della giuria) e il Taurasi Film Festival (Taurasi d’Argento alla Miglior Fotografia), il film, che racconta l’esperienza dei rifugiati eritrei nei campi profughi etiopi attraverso gli occhi della dottoressa Alganesh Fessah, ha raggiunto Asia e Sud America. Ben due tappe in India: a Mumbai, con la menzione d’onore della giuria, e al New Delhi Film Festival, dove abbiamo ricevuto il terzo premio per il miglior documentario, con la nostra fantastica Alganesh in persona a ritirare il premio.

Andiamo poi dall’altra parte del mondo, in Cile, al Festival de Cine Social y Derechos Humanos (Cineotro). Un festival dal messaggio sociale e importante, che ci ha onorati con il premio speciale migrazione “Juana Cuadrado”.

Una vera avventura quella in Cina, a Xi’an, dove Lia e Andrea hanno visto le immagini di Alganesh proiettate in una serata che vedeva presenti Jackie Chan e Nicholas Meyer. Proprio al Silk Road International Film Festival di Xi’an il film ha ricevuto la l’Honorary Media Award. E poi tappe in Messico, Thailandia, Canada, Turchia, fino a tornare in Italia, al Salerno International Film Festival, con una targa dedicata al film. Sempre in Italia, un’emozionante proiezione in Vaticano al Tertio Millennio Film Festival e al MyArt Film Festival di Cosenza.

Di nuovo fuori dallo Stivale, alla volta di festival in Russia e Iran a inizio mese. Prossime tappe sempre più internazionali: ci aspettano Marocco, Bangladesh, Monaco.

Un anno all’insegna del viaggio quello di Alganesh, inarrestabile proprio come la sua omonima protagonista. E il 2019 riserva ancora molte sorprese per un documentario che è al quinto posto in Italia nel rapporto film festival e premi vinti. Un incoraggiamento per continuare a comunicare la drammatica realtà eritrea con più urgenza e insistenza.

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